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TWANG BOOK

TWANG : L’INIZIO Pt.1

Fratelli Blues

Spesso il catalizzatore di una grande storia è un evento quotidiano e di poco conto. Nel caso dei Twang, il catalizzatore consiste in una telefonata di Bartolomeo Audisio all’ex compagno di liceo Simone Bevacqua

“Ci vediamo stasera al concerto dei Blues Brothers? Ti devo proporre una cosa!” “C’è un concerto dei Blues Brothers?!”…

È una sera di Maggio del 2015. Sulle note di Sweet Home Chicago, Simone e suo fratello Moreno ascoltano con interesse l’idea esposta da Bart: la creazione di una Rock’n Roll Band dalla formazione abbastanza classica, con i due vecchi amici alla seicorde,  Morris come bassista, batteria, tastiere e… voce femminile!
Inutile dire che le cose non vanno esattamente come previsto.

TWANG : L’INIZIO Pt.2

Mettiamo insieme la nuova banda

Le prove preliminari cominciano ufficialmente durante l’Estate, in Power Trio, con Simone momentaneamente dietro le pelli. Ne risultano improvvisazioni sgraziate ma soddisfacenti, addirittura un lontanissimo antenato del brano Il Branco, ma la necessità di una secondo chitarrista è palpabile.
A inizio Autunno, subito dopo un concerto della scuola The House Of Rock, Simo e Morris invitano il compagno di corso Federico Mao a una jam amichevole in cantina, da cui nasce il riff di Ferocia: audizione superata a pieni voti, Bart dà il suo ok tramite telefono.

La coesione fra i due chitarristi è immediata, e i primi esperimenti in quartetto risultano produttivi, ma rimane ancora un duplice problema da affrontare: nessuno dei tre “front-men” è un valido cantante solista, e Simone non è proprio un batterista provetto. 

La soluzione non è poi così assurda: Simo passa al microfono e alla chitarra ritmica, e si comincia a cercare un batterista vero, che si materializza nei panni di un altro ex compagno di liceo di Bart : Luca Di Nunno.

luca 2

È difficile da credere adesso, ma, durante le prime prove come quintetto, Luke ha una certa difficoltà a sovrastare il muro sonoro creato dagli altri quattro scalmanati, ma bastano pochi adattamenti individuali (e moltissime prove in sala) perché si creino gli equilibri che tuttora animano la band.

Luke e Morris diventano una sezione ritmica possente ma elegante, Fred si conferma come macchina sforna-riff, Simo comincia a reinventarsi come front-man, e il tutto è impreziosito dall’imprevedibilità di Bart.

Ormai è fatta: i Twang sono qui per restare!

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